Intervista a Mister Agostino Lucia (U16)


 

Qualche ora prima della partita disputata tra Chieri e Asti (categoria allievi regionali Under 16) terminata con il punteggio di 1-1, abbiamo avuto la possibilità di fare una chiacchierata con il mister Agostino Lucia, che ci ha raccontato dell’ottimo momento di forma della propria squadra, lo sviluppo delle individualità e qualche curiosità personale.

“Mister, mancano dieci giornate alla fine del campionato, la sua squadra si ritrova in terza posizione, con le inseguitrici attaccate e le primissime posizioni non troppo distanti: il percorso fatto fino ad ora soddisfa le aspettative prefissate con la società ad inizio anno?”

“La società ha sempre ambizioni altissime, l’obiettivo resta fare il meglio possibile giornata dopo giornata. È vero, ad oggi il gruppo sta bene, lavora benissimo ma non abbiamo fatto ancora nulla, poiché, appunto, come accennavi, mancano tante giornate e i punti ottenuti al momento non sono sufficienti per raggiungere i nostri traguardi”

“Secondo la sua filosofia di gioco sente che la rosa a sua disposizione sia completa? Quali sono i punti forti e in caso, in quale reparto si potrebbe migliorare, magari con qualche rinforzo?”

“Mi sento fortunato a lavorare con ragazzi seri, che ascoltano, fanno domande, hanno voglia di lavorare come dei professionisti e restano ad informarsi anche dopo gli allenamenti. Inoltre, la rosa è ricca di diverse qualità e i componenti sono tutti molto validi. Certo i rinforzi fanno bene a qualsiasi squadra ma sono molto uno che guarda in casa propria e a cui piace lavorare con il materiale umano che ha a disposizione”

“Rimanendo in tema di certezze all’interno della rosa, vorrei farle una domanda riguardo il vostro attaccante Palumbo Davide, 17 reti in stagione e secondo nella classifica marcatori. Come deve lavorare un attaccante secondo i suoi dettami tecnico tattici e quanto margine di miglioramento ha questo ragazzo?

“Davide senza dubbio ci sta dando grandi soddisfazioni, è cresciuto molto nell’ultimo anno ed i gol ne sono la prova. Non sono un tipo troppo legato ai tatticismi, la costruzione delle “catene” sta un po’ oscurando l’importanza del focus sul valorizzare le individualità e le giocate dei singoli, cosa a cui tengo molto. Proprio Davide ne è un esempio: non è dotato di una struttura fisica imponente, ma possiede ottima tecnica e quando si ritrova negli ultimi 20-25 metri deve solo pensare a divertirsi, dribblare l’avversario e concludere in porta con il suo sinistro con cui calcia benissimo. Ovviamente l’assistenza dei compagni intorno a lui è un aspetto altrettanto importante per potergli permettere di smarcarsi. Sinceramente non so dove possa arrivare in futuro, ma è un ragazzo a cui auguro il meglio e che può fare parecchia strada con le qualità che possiede.”

“Nelle ultime cinque giornate siete a punteggio pieno, la squadra è in fiducia, avete vinto contro i primi della classe con il punteggio di 1-0, siete la seconda miglior difesa ed il terzo miglior attacco della competizione. Quanti meriti sente suoi riguardo questo momento e quanto invece c’è del lavoro dei suoi ragazzi?”

“Sì, come accennavo prima, stiamo attraversando un ottimo periodo di forma, ma sapere che siamo terzi in classifica con la seconda miglior difesa ed il terzo miglior attacco non significa nulla poiché sono statistiche presenti ad oggi, ma mancano ancora diverse giornate alla fine del campionato e potrebbe variare tutto; quindi, non dobbiamo soffermarci a leggere le statistiche ma scendere in campo settimana dopo settimana con lo stesso atteggiamento e la voglia di vincere ogni partita. Per me il momento che stiamo vivendo è tutto merito dei miei ragazzi, poiché un allenatore senza l’impegno della propria squadra non varrebbe nulla; invece, vedere la crescita di questi ragazzi giorno dopo giorno che lavorano sodo alla loro età mi rende felice.”

Prima di concludere l’intervista siamo voluti uscire un po’ dall’argomento campo e scovare qualche curiosità personale sull’allenatore …

“Mister prima di concludere questa bella chiacchierata vorrei domandarle: sono tanti anni che fa parte dello staff dell’Asti Calcio, cosa la spinge a restare per tutto questo tempo, dove è nata la passione per la sua professione e se c’è un allenatore di fama internazionale che le piace particolarmente? Infine, volevo chiederle come si vede da qui a dieci anni?”

“Sono cinque anni che faccio parte dello staff dell’Asti, ho potuto collaborare con grandissimi allenatori che mi hanno insegnato molto; cosa mi ha spinto a scegliere questa società e a restarci per tutto questo tempo è senza dubbio l’ambizione grande che ha questo club, so quanti sacrifici sono stati fatti negli anni, ma ovviamente anche il fatto che per un ragazzo nato e cresciuto ad Asti non c’è desiderio più grande di lavorare all’interno della squadra che si ha sempre sostenuto. Purtroppo, come giocatore, ho vestito la nostra maglia sono nel periodo dei pulcini quando ero piccolo, poi appena il livello è salito ed io non sono riuscito a stare al passo ho intrapreso l’idea di diventare allenatore per la squadra della mia città. Un allenatore che mi piace particolarmente è Massimiliano Allegri, di lui ammiro il suo pragmatismo, ma comunque bisogna dire che la storia delle panchine in Italia ha sempre sfornato nomi di altissimo livello. Per concludere non saprei come vedermi da qui a dieci anni, al momento sono concentrato sul fare bene ed impegnarmi al meglio con l’Asti e con i ragazzi che alleno”