Fuori dal campo con Matteo Bianco (Mister U15)

Mister, dopo due sconfitte consecutive sabato è arrivato un bel 4-1: come avete vissuto quelle settimane e cosa ha detto ai ragazzi per ripartire?
Siamo partiti bene in campionato, con quattro vittorie consecutive. Poi sono arrivate due sconfitte che ci stanno strette, contro due squadre con cui ci giocheremo i vertici della classifica. Non era semplice ripartire, ma lo abbiamo fatto dalle cose semplici e, prima di tutto, dalla fiducia. Abbiamo ancora tanto lavoro da fare ed è giusto così: ritroveremo la forma migliore. Domenica sarà un buon test per capire se abbiamo corretto gli errori commessi, anche a livello di atteggiamento.
Che tipo di calcio chiede ai suoi ragazzi in campo? C’è un’identità di gioco precisa che state costruendo?
L’obiettivo è provare sempre a giocare e costruire l’identità di una squadra che domina il gioco e la partita. Lavoriamo sulla tattica individuale e di squadra: i ragazzi devono portarsi dietro un bagaglio tecnico-tattico importante, perché si avvicinano alle categorie della prima squadra. Anche nelle difficoltà, l’idea è sempre quella di provare a giocare.
Nel calcio giovanile conta più il risultato o la crescita del ragazzo? Come trovate l’equilibrio tra le due cose?
I ragazzi stanno vivendo anni di grande cambiamento fisico. Penso sia importante valorizzare l’aspetto tecnico-tattico attraverso la comunicazione, ma anche che in questo periodo crescano dal punto di vista psicologico: che imparino a parlare, a comunicare le proprie emozioni e a condividere anche quelle che nascono fuori dal campo. La crescita calcistica è importante, ma lo è altrettanto quella caratteriale: prendersi responsabilità e saper gestire i momenti di difficoltà.
A 14-15 anni si vive anche la scuola, gli amici, la crescita personale. Quanto è importante per voi seguire i ragazzi anche fuori dal campo?
È fondamentale, ne ho parlato con loro di recente. Se vogliono diventare atleti devono metterci del loro e prendersi la responsabilità di alimentazione, sonno e uso del telefono. Il campo è importante, ma la componente esterna incide molto. Il mio ruolo di allenatore è anche quello di educatore, e ci tengo che i ragazzi parlino delle loro emozioni.
Qual è l’obiettivo per il resto della stagione, e cosa si augura di vedere nei suoi ragazzi a fine anno?
L’obiettivo è finire l’anno come un gruppo forte, unito e cresciuto, pronto ad affrontare la stagione successiva. A livello di risultati proveremo a vincere quello che c’è da vincere, ma vogliamo soprattutto portare avanti questo gruppo nelle categorie superiori. Voglio vedere tutti i ragazzi cresciuti, sotto ogni punto di vista.
Intervista a cura dell’Ufficio Stampa dell’A.S.D. Asti con la collaborazione di Gabriele Pellizzaro (Scuola di Alta Formazione Calcistica Élite Football Center)